Scomparsa del Maestro Vittorio Di Iullo

Originario di San Pietro Avellana Vittorio Di Iullo si era trasferito a Torino a soli 14 anni e da subito si è dedicato al judo, la sua passione. Dalle ceneri della palestra “Folgore” aveva dato vita, insieme al socio Claudio Buso, alla palestra “Dojo Akiyama” la piccola realtà di corso Giulio Cesare 111 è diventata nel tempo un vero e proprio monumento del territorio.
Dal 1967 Vittorio ha preso in mano le redini della palestra diventando insegnante due anni dopo e contribuendo ad insegnare la disciplina e il rispetto ai ragazzi della Barriera fin quando un tumore ai polmoni se l’è portato via per sempre, nel giorno di Pasqua.
All’età di 72 anni Vittorio ha dovuto salutare amici, parenti e tutti quei ragazzi che in quasi 50 anni lo hanno seguito e ammirato. «Lui ci ha insegnato prima di tutto il rispetto, poi il judo» racconta Ilaria, 30 anni, una delle sue allieve.

La “Dojo Akiyama” è sempre stata considerata un punto di ritrovo nel quartiere, un luogo dove allenarsi e imparare i principi della vita. Tanti i giovani diventati adulti che sono passati dai tappetini di Vittorio, cadendo e rialzandosi ogni volta. Di Iullo, ex arbitro di judo e anche cintura nera di aikido, aveva ricevuto il sesto dan per merito sportivo, per tutti gli atleti che era riuscito a portare alla cintura nera e per i titoli italiani vinti dai suoi allievi. Nel suo ambiente era stimato e considerato uno tra i migliori.

A settembre, però, qualcosa è cambiato. Vittorio ha scoperto un male che non poteva battere nemmeno con la disciplina e la costanza. Ma non si è piegato. Ha messo da parte il suo kimono e ha continuato ad andare in palestra, seguendo gli allenamenti con costanza. E oggi diverse generazioni di giovani lo ricordano con amore. «Di maestri ce ne sono tanti ma non tutti capaci di lasciarti un segno così profondo…».
(fonte www.cronacaqui.it )